Bologna

CHIESA
Parrocchia Santa Maria Assunta Sala Bolognese

Loghi dispensa solidaleIl territorio del Distretto Pianura Ovest di Bologna è diventato protagonista di un rilevante flusso immigratorio sia di cittadini stranieri che di famiglie italiane, soprattutto giovani coppie con figli, attirati dalla maggiore disponibilità di case e appartamenti e contestualmente dalla facilità di spostamento verso il capoluogo per necessità di lavoro, tempo libero, servizi.

In base al Profilo di Comunità (dati Istat al 1.1.2010), la popolazione (maschi e femmine) 14-25 anni rappresenta circa il 10% della popolazione residente (tot.80.977) nei 6 Comuni del Distretto Pianura Ovest (Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni Persiceto).

L’imperversare della crisi economica degli ultimi anni ha fatto registrare un aumento dell’afflusso di persone agli sportelli sociali per situazioni di difficoltà familiari legate alla perdita di lavoro di uno dei componenti del nucleo.

Per questo motivo, i tavoli distrettuali, tecnici e politici, hanno condiviso negli ultimi anni, di concentrare buona parte delle risorse economiche del Fondo sociale sui progetti e gli interventi legati al contrasto alla crisi ed al sostegno delle famiglie in difficoltà.

Al fine di avere una conoscenza completa ed aggiornata del sistema produttivo ed occupazionale del territorio distrettuale è stata realizzata una mappatura che ha portato ad evidenza: una situazione di forte allarme per le piccole e medie imprese, in particolare quelle dei settori metalmeccanico, delle costruzioni e dei servizi di indotto collegati; le persone in situazione di disoccupazione appaiono in costante aumento e presentano categorie fortemente variegate: giovani, over 50, donne, cittadini italiani e stranieri, cittadini in disagio psico-sociale; il contesto occupazionale è oggi caratterizzato dalla temporaneità, dalla debolezza contrattuale e dalla necessità di formarsi, anche in nuovi profili o ambiti.

Soggetto Promotore

CARITAS-LUNGO2La Conferenza Episcopale Italiana ha confermato la valutazione positiva espressa da Caritas Italiana sul progetto presentato, garantendo un contributo per la sua realizzazione.

La Caritas diocesana di Bologna è quindi un organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine di promuovere la carità nelle Parrocchie e nelle comunità in tutte le sue forme, è quindi espressione dell’impegno della Chiesa nella testimonianza di solidarietà verso le persone svantaggiate, per lo sviluppo dell’uomo, la giustizia sociale e la pace.
Le principali finalità della Caritas Diocesana di Bologna sono:

  • sensibilizzare la comunità e i singoli cristiani a porre la carità come motivo centrale della vita e della missione della Chiesa
  • promuovere lo sviluppo del volontariato quale espressione della solidarietà umana e della testimonianza di carità, curandone la preparazione e la formazione permanente
  • coordinare i gruppi caritativi e assistenziali di ispirazione cattolica, promuovendone il collegamento e stimolandone il rinnovamento in conformità ai bisogni emergenti
  • favorire la nascita e lo sviluppo delle Caritas Parrocchiali quali strumenti pastorali per la promozione e l’animazione della testimonianza della carità nei territori di appartenenza
  • studiare i bisogni presenti sul territorio e le loro cause; stimolare gli interventi delle istituzioni civili in ordine alle loro responsabilità
  • indire, organizzare e coordinare in collaborazione con le altre Caritas diocesane ed i coordinamenti nazionali ed internazionali e con organismi pubblici, interventi di emergenza in caso di calamità

Parrocchia Santa Maria Assunta di Padulle

Parrocchia SSMA Sala BO

All’interno della Parrocchia sono situati i locali utilizzati per la ricezione, stoccaggio, porzionamento e distribuzione delle eccedenze alimentari recuperate.

I donatori
Abbiamo completato la ricerca delle varie attività presenti sul territorio disposte a diventare donatrici e siglato accordi di collaborazione con alcuni supermercati ed aziende che hanno all’interno mense aziendali o aziende alimentari che producono pasti cucinati.

Questa prima analisi serve anche per capire quali sono le attività presenti sul territorio la tipologia e la dimensione: di piccola dimensione come ad esempio alimentari per la vendita al dettaglio, macellerie, panifici; di media dimensione come ad esempio attività di ristorazione, trattorie, pizzerie, tavole calde, agriturismi passando infine alle GDO e alle Mense presenti sul nostro territorio.

I beneficiari

Con l’aiuto dei Servizi Sociali, preposti per loro funzione ad avere un quadro abbastanza soddisfacente delle famiglie e singoli in situazioni di disagio, abbiamo definito una prima lista di beneficiari con i quali avvire il servizio in forma sperimentale.

Benefici attesi
Sociali

Il progetto rappresenta un’importante opportunità di crescita sociale per l’intera comunità.

Si parte dalla possibilità di aiutare le famiglie, o singoli individui in difficoltà, ad uscire dalla situazione di crisi in cui si trovano, valorizzando quindi il “Dono” in quanto gesto di aiuto e solidarietà sociale.

Il momento della donazione rappresenta anche un importante momento di contatto tra la famiglia e la società, capace di contrastare l’esclusione sociale e l’ isolamento.

Il reinserimento di singoli o famiglie potrebbe essere facilitato grazie anche ad una loro partecipazione attiva ad iniziative sociali di vario tipo, come azioni di volontariato che consentiranno loro di percepirsi portatori di risorse per sé e per gli altri, e non solo portatori di bisogni.

Ambientali

L’avvio di un circuito virtuoso di ridistribuzione delle risorse incrementerà le azioni sostenibili, con positive ricadute ambientali.

Il mancato conferimento in discarica dei beni recuperati si traduce, infatti, in una diminuzione delle sostante inquinanti immesse nell’atmosfera.

Questo concetto dovrebbe essere in linea con le buone pratiche adottate da Comuni del territorio dell’Unione Terre d’Acqua nella prevenzione dei rifiuti.

Economici

I benefici economici si ripartiscono su più livelli:

  • la possibilità di fornire assistenza sotto forma di prodotti alimentari, invece che tramite contributi economici, ciò si tradurrà per l’ amministrazione in un considerevole risparmio di risorse economiche;
  • un minor conferimento di rifiuti in discarica che avrà come conseguenza minori costi per lo smaltimento;
  • la messa in funzione del servizio che potrebbe generare in futuro nuove opportunità di lavoro;
  • sgravi fiscali per le attività donatrici sotto forma di deduzioni IVA e IRES

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BV_Dispensa Solidale

 

“In base alla Legge 04/08/2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza, pubblicata nella Gazz. Uff. 14 agosto 2017, n. 189), all’art. 1 comma 125 il presente servizio è realizzato con un finanziamenti di carattere pubblico derivante da appalto con i Comuni  di Calderara di Reno, San Giovanni in Persiceto e Sala Bolognese. Per gli importi si può consultare la nota integrativa del bilancio di esercizio di Babele”.