Affido professionale

COSA E’ L’AFFIDO FAMILIARE PROFESSIONALE?
L’affido familiare è una tra le possibili e necessarie risposte per le famiglie in difficoltà; una risposta attuale, accurata e impegnativa, che coinvolge molti e differenti soggetti, ma i cui protagonisti sono il bambino e le sue relazioni: la sua famiglia e la famiglia affidataria.
logo affido prof_webL’affido si propone come il luogo della normalità delle relazioni parentali, familiari e sociali; un luogo di “familiarità”, di affettività calda delle relazioni personali, dove poter crescere, svilupparsi e costruire la propria identità.
L’affido è una delle possibili risposte al diritto di ogni bambino di crescere in famiglia; una risposta che deve rappresentare un’opportunità di sostegno per la famiglia di origine e di crescita per la famiglia affidataria; un’occasione per esprimere la competenza e la solidarietà della collettività verso chi fa più fatica.
Ogni bambino o ragazzo ha il diritto di crescere ed essere educato all’interno della propria famiglia d’origine ma, qualora questa non sia momentaneamente in grado di provvedervi, rimane il diritto del minore a vivere e formarsi nell’ambito di un nucleo familiare idoneo che lo aiuti ogni giorno a crescere in modo sereno ed equilibrato.
L’affidamento familiare professionale consiste perciò nell’accogliere uno o più bambini all’interno della propria famiglia per un periodo di tempo che può essere più o meno lungo.
Questo si distingue da altre modalità di solidarietà tra famiglie per il livello di coinvolgimento richiesto e per le situazioni di maggiore difficoltà che interessano i bambini e le loro famiglie.
La peculiarità dell’affidamento familiare è il ritorno del minore nella propria famiglia d’origine e il mantenimento del rapporto con i genitori naturali. Si tratta di sostenere affettivamente e materialmente il bambino che si trova temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo a garantirgli una crescita adeguata rispetto ai suoi bisogni.

CHI SONO I BAMBINI CHE HANNO BISOGNO DI UNA FAMIGLIA AFFIDATARIA PROFESSIONALE?
L’affido si rivolge a bambini, piccoli e grandi, italiani e stranieri, che provengono da nuclei familiari che riversano in particolari situazioni problematiche.
Sono minori che si trovano in condizioni di abbandono morale e materiale da parte della propria famiglia di origine che non funge più da guida e tutela.

TIPOLOGIE DI AFFIDO DIVERSE PER BISOGNI DIVERSI
Sono state distinte le seguenti diverse tipologie di affido:

  • consensuale\giudiziale (secondo la forma giuridica);
  • intrafamiliare\eterofamiliare (secondo la relazione del bambino con la famiglia);
  • diurno, a tempo parziale, residenziale (secondo la finalità e la durata);
  • di bambini in situazioni particolari:
    • di bambini piccoli (0 – 24 mesi);
    • in situazione di emergenza;
    • di adolescenti, prosecuzione oltre i 18;
    • in situazione di particolare complessità;
    • di minori stranieri non accompagnati.

CHI SONO LE FAMIGLIE AFFIDATARIE PROFESSIONALI?
Tutti possono diventare affidatari: coppie con o senza figli, sposate, conviventi o persone singole.
Non sono richiesti requisiti in merito a reddito, non vi sono limiti di età, né occorre avere determinati titoli di studio, conoscenze in campo psicologico e pedagogico o altre competenze specifiche. L’affidamento è una scelta arricchente ma impegnativa, perciò agli affidatari è richiesto:
disponibilità a seguire un percorso di selezione, orientamento, formazione e valutazione;
• garantire adeguata disponibilità di tempo e a lavorare in rete con gli altri soggetti coinvolti;
• disponibilità di tempo e spazio nella propria vita e nella propria casa;
• disponibilità affettiva e volontà di accompagnare per un tratto di strada più o meno lungo il minore in difficoltà.

DURANTE IL PERCORSO QUALI SONO I PRINCIPALI COMPITI DEGLI AFFIDATARI?
Durante il periodo di affido, servizi e famiglia affidataria collaborano attivamente per la costruzione di un progetto nel quale gli affidatari assumono diversi importanti compiti.
In particolare si impegnano:
a nominare all’interno del nucleo familiare un “referente professionale” a cui viene chiesto di seguire un percorso di formazione e a lavorare in rete con gli altri soggetti coinvolti;
• ad accogliere presso di sé il minore;
• a provvedere alla sua cura, al suo mantenimento, alla sua educazione e istruzione assumendo le necessarie attenzioni psicologiche, affettive e materiali;
• a garantire il rispetto della storia del minore, delle sue relazioni significative, dei suoi affetti e della sua identità culturale, sociale e religiosa;
• a curare e mantenere i rapporti con la famiglia di origine e con tutti gli altri soggetti coinvolti, agevolando il rientro del minore nella propria famiglia, secondo le indicazioni contenute nel progetto di affido.

IN CHE MODO SONO SUPPORTATE LE FAMIGLIE AFFIDATARIE PROFESSIONALI?
Al valore grande e gratuito dell’accoglienza familiare si affianca la professionalità offerta dal particolare impianto organizzativo e metodologico che caratterizza l’affido familiare professionale.

Contratto Remunerato
Il referente professionale firma un contratto con la cooperativa Babele che prevede un compenso economico mensile. La legge nazionale prevede infatti che Stato, Regioni e Enti locali dispongano (nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio) misure di sostegno, economiche e non, in favore della famiglia affidataria.

Il tutor
La famiglia affidataria viene affiancata da un tutor, operatore della cooperativa Babele, esperto in materia di affido, che accompagna concretamente la famiglia durante tutto il percorso: sostiene nei passaggi cruciali, nella soluzione dei problemi, nella gestione delle particolari dinamiche relazionali e facilita il rapporto con i servizi sociali. Affianca il referente professionale nella gestione dell’affido, incontrandolo periodicamente. Il tutor è reperibile 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Assegni familiari
In base alla normativa vigente (L. 149/01,art. 38, comma 1) il giudice, anche in relazione alla durata dell’affidamento, può disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali relative al minore siano erogati temporaneamente in favore dell’affidatario.

Detrazione d’imposta
La legge sancisce che sono applicabili agli affidatari le detrazioni d’imposta per carichi di famiglia, purché l’affidato risulti a carico (art. 12, DPR n. 917/86) e ciò sia comprovato da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Tutela delle lavoratrici e dei lavoratori
La legislazione per il sostegno alla maternità e alla paternità e la legge 149/01 stabiliscono i diritti, le tutele e le opportunità di cui possono fruire i genitori affidatari in materia di congedo di maternità o di paternità, congedi parentali, per la malattia del figlio/a, per riposi giornalieri.
La lavoratrice che prende in affidamento un minore ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a tre mesi entro l’arco temporale di cinque mesi decorrenti dalla data di affidamento del minore all’interessata; entro i predetti cinque mesi, il congedo in esame è fruito dall’interessata in modo continuativo o frazionato. Il congedo spetta a prescindere dall’età del minore all’atto dell’affidamento ed è riconosciuto, pertanto, anche per minori che, all’atto dell’affidamento, abbiano superato i sei anni di età.
Il congedo di paternità spetta, per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua, al padre lavoratore dipendente in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che vi rinunci anche solo parzialmente. I genitori adottivi e affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’affidamento e comunque non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.

 

“In base alla Legge 04/08/2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza, pubblicata nella Gazz. Uff. 14 agosto 2017, n. 189), all’art. 1 comma 125 il presente servizio è realizzato con un finanziamenti di carattere pubblico derivante da appalto con Comune di Corciano. Per gli importi si può consultare la nota integrativa del bilancio di esercizio di Babele.”